L’INDUSTRIA DEL RICICLO IN ITALIA
In occasione della Conferenza Nazionale dell’Industria del Riciclo è stata presentata l’edizione 2025 del Rapporto “Il Riciclo in Italia”, realizzato dalla Fondazione per lo Sviluppo Sostenibile in collaborazione con le 19 filiere industriali coinvolte.
Il Rapporto rappresenta il principale punto di riferimento per monitorare l’andamento del riciclo nel nostro Paese, con dati aggiornati su raccolta, trattamento e utilizzo dei materiali riciclati. Contestualmente, è stato reso disponibile l’aggiornamento della piattaforma interattiva, che consente di esplorare in modo dinamico i dati e le tendenze delle diverse filiere.
Il Rapporto 2025
Il Rapporto sull’industria italiana del riciclo dei rifiuti del 2025 parte da un dato Eurostat: nel 2024 il tasso di utilizzo circolare dei materiali, quelli forniti dalle attività di riciclo in sostituzione di materie prime vergini, è stato del 21,6%, in miglioramento dello 0,5% rispetto all’anno precedente. Questo valore è quasi il doppio della media UE (ferma al 12,2%) ed è ben più alto di quello della più grande manifattura europea, la Germania, al 14,8%. Questo dato è il risultato di un riciclo dell’85,6% di tutti i rifiuti gestiti in Italia: il tasso più alto d’Europa.
Il Rapporto 2025 presenta un quadro aggiornato delle 19 principali filiere industriali del riciclo: non mancano le difficoltà, comuni alla manifattura italiana in questo periodo, anche se il settore del riciclo, complessivamente, sia per quantità trattate sia per fatturati, mantiene buone performance.
L’industria del riciclo è particolarmente strategica, non solo dal punto di vista ambientale per il risparmio di risorse e di emissioni, ma per la competitività della manifattura italiana che importa la quasi totalità delle materie prime vergini che impiega.
Le criticità
Sono due i problemi che il Rapporto solleva: il primo è la crisi del riciclo delle plastiche, il secondo sono le difficoltà nella crescita del riciclo dei RAEE.
Nel quadro di un’analisi del mercato delle materie prime seconde che arricchisce il Rapporto, emergono le forti difficoltà sia dei prezzi, che dei margini di redditività, delle quantità richieste dal mercato e delle giacenze invendute delle plastiche riciclate. Una crisi che richiede un intervento urgente perché sta già producendo difficoltà di sbocco delle raccolte differenziate in alcune Regioni e perché rischia, con la chiusura di alcuni impianti, di compromettere la capacità industriale di riciclo di un settore particolarmente importante e critico, oggetto di attenzione pubblica e dove già si fatica a raggiungere i target europei.
Vista la rilevanza crescente della sicurezza e dei costi dell’approvvigionamento di materie prime strategiche, risulta critico che la principale miniera potenzialmente disponibile, quella dei rifiuti da apparecchiature elettriche ed elettroniche, i RAEE, sia così poco utilizzata in Italia, con tassi di raccolta bassi, intorno al 30%, e quindi con basse quantità disponibili che non incoraggiano adeguati investimenti in impianti per un riciclo avanzato.
Anche l’edizione del 2025 del Rapporto è stata curata consultando le filiere industriali interessate.
Fonti: Conferenza 2025 | Riciclo in Italia Rapporto 2025 | Riciclo in Italia
